Google a pagamento: la rivoluzione potrebbe arrivare con l’IA

Google sta per diventare a pagamento? L’aggiunta dell’IA generativa nel motore di ricerca dell’azienda potrebbe portare a questo cambiamento.

Sin da quando esiste il web ci sono anche i browser e i motori di ricerca. Nella prima era di Internet la scelta del browser era qualcosa di molto personale, legato a delle preferenze del singolo, ma quando Google ha fatto il proprio debutto e fatto conoscere al mondo Chrome, le alternative tutto d’un tratto sono sembrate meno consistenti.

Google diventerà a pagamento?
Secondo il Financial Times Google starebbe pensando ad una versione del suo motore di ricerca a pagamento – (Museodiocesanotorino.it)

Oggi esistono ancora altri motori di ricerca, alcuni dei quali molto usati, tuttavia quello di Google rimane la prima scelta e nel caso degli smartphone Android una scelta obbligata. Il motivo per cui il motore di ricerca ed il browser di Google sono così diffusi è abbastanza semplice: sono facili da utilizzare e permettono di arrivare facilmente a ciò che si sta cercando.

Una funzionalità che è diventata ancora maggiore in queste settimane, da quando cioè è stato associato al sistema anche Gemini, l’IA creata da Google per migliorare sia le opzioni di ricerca che la profilazione degli utenti. Possibile che questo salto di qualità alla lunga porti ad un motore di ricerca Google a pagamento?

Google a pagamento? L’azienda tech risponde alle ipotesi di rivoluzionare il proprio modello di business

A chiedersi se la versione potenziata dall’IA possa essere in un futuro non troppo lontano usufruita solo dietro pagamento è stato niente di meno che il Financial Times. Sul noto quotidiano si legge che Google non ha alcun interesse a modificare il modello di business attuale (navigazione gratuita finanziata dall’inserimento di banner pubblicitari) per quanto riguarda la versione base del proprio prodotto.

Google diventerà a pagamento?
Google ha smentito l’ipotesi di una versione a pagamento – (Museodiocesanotorino.it)

Tuttavia si sostiene che per offrire la versione Premium, ovvero quella potenziata da Gemini, Big G potrebbe effettivamente pensare a richiedere una sorta di abbonamento, cosa che ha già fatto ad esempio con YouTube, piattaforma rimasta gratuita nella sua versione base ma divenuta a pagamento per chi vuole contenuti extra selezionati e soprattutto vuole togliersi di dosso l’assillo delle pubblicità.

Una scelta simile non è folle da pensare, visto che l’industria si sta muovendo uniformemente verso questo modello di business, e sono tanti gli utenti che temono che effettivamente possa presentarsi uno scenario del genere entro pochi mesi. In seguito all’articolo pubblicato sul Financial Times, l’agenzia di stampa Reuters ha chiesto direttamente a Google se c’è in programma un simile cambiamento.

La risposta è stata rassicurante, ma ha comunque lasciato aperto uno spiraglio al cambiamento:Non stiamo lavorando né considerando una versione del motore di ricerca senza la pubblicità. Come abbiamo già fatto molte volte in passato continueremo a lavorare a miglioramenti e nuove funzioni per potenziare il servizio e l’offerta di tutte le applicazioni Google. Attualmente non abbiamo in programma alcun annuncio”.

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