Ti possono pignorare l’immobile anche se è prima casa? Attenzione a questi casi: cosa fa l’Agenzia delle Entrate

Non ci sono buone notizie per chi ha debiti col Fisco, perché anche la prima casa può essere pignorata, anche per cifre relativamente basse.
L’Agenzia delle Entrate, per legge, ha tutti i mezzi a disposizione per arrivar a riscuotere ciò che gli è dovuto, e raramente il contribuente riesce a sfuggire alle misure cautelari e/o coattive.
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L’Agenzia delle Entrate può arrivare a pignorare anche la prima casa – museodiocesanotorino.it
Ad esempio l’ipoteca è uno dei metodi usati appunto dall’Agenzia delle Entrate e può riguardare anche gli immobili di proprietà del debitore, compreso quello dove ha la residenza abituale.
L’ipoteca, come sappiamo è un diritto a garanzia con cui il creditore può espropriare i beni affinché torni in possesso delle somme che dovevano essere versate dal debitore. L’espropriazione si può manifestare in diversi modi, ovvero legalmente, giudizialmente o volontariamente.

L’Agenzia delle Entrate può davvero espropriare la prima casa? La risposta non è scontata

Forse non tutti sanno che bastano 20 mila euro di debito col Fisco per ritrovarsi con l’ipoteca sull’immobile di proprietà anche qualora questo sia adibito a prima casa.
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Anche con piccoli debiti verso il Fisco si rischia di perdere la casa – museodiocesanotorino.it
Per i debiti superiori a 20mila euro l’Agenzia delle Entrate può iscrivere ipoteca e per un importo pari al doppio del credito. In questo caso, il debitore riceverà un preavviso con cui otterrà 30 giorni di tempo per ovviare al debito. Se trascorso questo tempo il debitore non effettua alcuna azione, l’ipoteca diventa definitiva e legale.
La brutta notizia è che l’ADE può iscrivere l’ipoteca anche su immobili in comproprietà, anche se ovviamente in questo caso l’ipoteca graverà solamente sulla quota del debitore e non sull’altro soggetto o soggetti comproprietari.  Dobbiamo però precisare che “ipoteca” ed “espropriazione” dell’immobile sono due cose completamente diverse, e che il contribuente debitore ha dalla sua parte leggi che lo tutelano.
Innanzitutto, una volta arrivata la lettera di avvertimento, il soggetto può pagare il debito e dunque evitare la trasformazione dell’ipoteca in ipoteca effettiva. Entro i 30 giorni concessi, il debitore può anche chiedere la rateizzazione del debito o presentare un’istanza di sgravio o sospensione, se rientra nei casi previsti dalla legge. Se però il contribuente non effettua alcuna azione, l’Agenzia delle Entrate può pignorare l’immobile su cui era stata accesa l’ipoteca, e anche nel caso di prima casa.
L’unica via d’uscita per non vedersi espropriare l’immobile è rientrare in determinati requisiti; infatti il Fisco non può pignorare l’immobile adibito a prima casa se questo è l’unico posseduto dal debitore, se questi vi risiede abitualmente e se non si tratta di un immobile di lusso.
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