Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, quel che bisogna sapere

La discriminazione razziale è una forma di ingiustizia e oppressione che priva le persone dei loro diritti umani fondamentali

Il 21 marzo di ogni anno si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, istituita dalle Nazioni Unite nel 1966. L’evento è nato per commemorare la tragedia avvenuta il 21 marzo 1960 a Sharpeville, in Sud Africa, giorno in cui la polizia aprì il fuoco e uccise 69 persone durante una manifestazione pacifica contro le leggi dell’apartheid. Lo scopo dell’evento è di promuovere la consapevolezza sulla discriminazione razziale e incoraggiare azioni concrete per combatterla e eliminarla in tutto il mondo. L’episodio del 1960 ha evidenziato l’ingiustizia del sistema di apartheid in Sudafrica. Ogni anno la giornata diventa un’occasione importante per riflettere sull’impegno necessario a rendere il mondo un posto più giusto e inclusivo.

Il tema di quest’anno

Durante questa giornata vengono organizzati diversi eventi, conferenze e campagne di sensibilizzazione con l’obiettivo principale di educare le persone sulle conseguenze delle discriminazioni razziali per individui, comunità e per la società. Il tema della Giornata internazionale del 2024 è “Un decennio di riconoscimento, giustizia e sviluppo: attuazione del decennio internazionale per le persone di discendenza africana”. “La discriminazione razziale e le eredità della schiavitù e del colonialismo continuano a distruggere vite umane e a limitare le opportunità, impedendo a miliardi di persone di godere pienamente dei diritti umani e delle libertà. Il tema di quest’anno è legato al Decennio internazionale delle persone di discendenza africana, che abbraccia l’arco temporale dal 2015 al 2024. Nel proclamare questo Decennio, la comunità internazionale riconosce che le persone di discendenza africana rappresentano un gruppo distinto, i cui diritti umani devono essere promossi e protetti. Nelle Americhe vivono circa 200 milioni di persone che si identificano come discendenti africani. Molti altri milioni vivono in altre parti del mondo, al di fuori del continente africano“, si legge sul sito delle Nazioni Unite.

Discriminazioni razziali
Discriminazioni razziali | unsplash @James Eades – Museodiocesanotorino.it

Iniziative e campagne di sensibilizzazione vengono organizzate grazie all’impegno di organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative (ONG), istituzioni educative e altri gruppi della società civile. Questa giornata rappresenta anche l’opportunità per riaffermare l’impegno a livello nazionale e internazionale per l’adozione e l’attuazione di leggi e politiche che proteggano i diritti delle persone e contrastino la discriminazione razziale in tutte le sue forme.

L’importanza dell’evento

La discriminazione razziale è una forma di ingiustizia e oppressione che priva le persone dei loro diritti umani fondamentali e mina la loro dignità. La Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale ci invita a promuovere il rispetto e la tolleranza tra persone di diverse razze, etnie e culture.

Nel 1979, l’Assemblea Generale adottò un programma di attività da intraprendere durante la seconda metà del Decennio per l’azione contro il razzismo e la discriminazione razziale. In quell’occasione, l’Assemblea Generale ha deciso che, a partire dal 21 marzo, ogni anno in tutti gli Stati sarà organizzata una settimana di solidarietà con i popoli che lottano contro il razzismo e la discriminazione razziale”, si legge nella nota pubblicata sul sito delle Nazioni Unite. “Da allora, il sistema dell’apartheid in Sud Africa è stato smantellato. Le leggi e le pratiche razziste sono state abolite in molti paesi e abbiamo costruito un quadro internazionale per combattere il razzismo, guidato dalla Convenzione internazionale sull’eliminazione della discriminazione razziale“, continua il documento.

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