Assegno di Inclusione, dura decisione del Governo: perdi tutto se non rispetti questa regola

Basta poco per perdere l’Assegno di Inclusione. Il Governo ha dettato le regole e i percettori devono seguirle o non avranno i soldi. 

L’Assegno di Inclusione è un sussidio economico erogato mensilmente ma può essere revocato in ogni momento se il percettore non rispetta le condizioni necessarie per continuarlo a ricevere.

Assegno di Inclusione, così si perde subito
Addio Assegno di Inclusione con questo errore (Museodiocesanotorino.it)

Erede del Reddito di Cittadinanza, l’Assegno di Inclusione nasce con l’obiettivo di aiutare le famiglie in difficoltà nell’inserimento sociale e nel mondo del lavoro. I soldi, però, vengono erogati solo se si soddisfano determinati requisiti e condizioni. Non parliamo solamente dei limiti di reddito, patrimoniali e della soglia ISEE da non superare. Ci sono altri obblighi per il percettore che se non ottemperati fanno perdere il sostegno.

L’Assegno di Inclusione, infatti, non nasce per essere una paghetta mensile erogata dallo Stato come l’RdC ma per dare il giusto supporto alle famiglie con minori, over 60, invalidi e in condizioni di svantaggio sociale affinché riescano ad inserirsi nel mondo del lavoro o in società. Tra gli obblighi, oltre la ricerca di lavoro per i componenti occupabili, c’è anche quello di terminare gli studi.

Cosa si deve fare per non perdere l’Assegno di Inclusione

Se nella famiglia che percepisce mensilmente l’Assegno di Inclusione ci sono componenti maggiorenni che non hanno terminato gli studi questi dovranno tornare sui banchi di scuola o la misura non verrà più erogata. I beneficiari che non hanno finito la scuola dell’obbligo, dunque, verranno inseriti in un percorso di politica attiva che prevede l’iscrizione a scuola, la frequenza regolare delle lezioni e solo dopo aver assolto l’obbligo di istruzione ha inizio l’orientamento e la ricerca attiva di un lavoro come indicato nel Patto di servizio.

Assegno di Inclusione e obbligo di istruzione
Assegno di Inclusione, l’obbligo di tornare a scuola (Museodiocesanoditorino.it)

L’istruzione obbligatoria ha durata di dieci anni, dal compimento dei 6 anni ai 16. In più c’è il diritto/dovere di istruzione e formazione per i giovani di minimo dodici anni o fino al raggiungimento di una qualifica professionale triennale entro i 18 anni. Tutti coloro che hanno tra i 18 e i 29 anni e che al momento della domanda per l’Assegno di Inclusione risultavano senza titoli di studio validi dovranno iscriversi a percorsi di istruzione per adulti di primo livello o funzionali per assolvere all’obbligo.

Se il maggiorenne senza scuola dell’obbligo non parteciperà alle lezioni o si rifiuterà di studiare allora nessun componente della famiglia riceverà l’Assegno di Inclusione. Stesso discorso anche per l’altro erede dell’RdC, il Supporto per la formazione e il lavoro dedicato agli occupabili. Vige l’obbligo di iscrizione a percorsi di istruzione o si potrà dire addio alla prestazione.

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