Golgota

La costruzione di un momento
26 aprile – 27 maggio 2018
a cura di Edoardo Di Mauro e Clizia Orlando

 
Edoardo di Mauro
Storico dell’Arte

golgota-preverino

Francesco Preverino – Golgota, 2006 – tecnica mista e riporti su tavola, 300 x 400 cm

…Ermanno Barovero e Francesco Preverino, entrambi docenti dell’Accademia Albertina, sono due tra i più significativi autori della generazione post concettuale torinese ed italiana, emersa a partire dai primi anni Ottanta. Entrambi, dopo aver operato nell’ambito dell’installazione ed in quello della scultura tesa alla sperimentazione di nuove forme e materiali, hanno indirizzato la loro ricerca in direzione di una pittura intensa, simbolica ed espressionista al tempo stesso, dotata di un equilibrio non facile da raggiungere tra questi due elementi fondanti, in grado di parlare della realtà senza appiattirsi sul dato della quotidianità, e memore della grande tradizione di questa disciplina, dai due artisti sapientemente declinata al presente, a fugare qualsiasi concessione al “già visto”…

 

Clizia Orlando
Critico d’Arte

…Sulla tavola Barovero scandisce la relazione tra Cielo e Terra, nell’attimo struggente in cui si suggella l’essenza del dolore. Lo spazio è inondato da uno stato di sospensione trepidante, espresso nella concitata partecipazione cromatica quale sunto di sofferenza, dolore, morte. La sua pittura, da sempre sostenuta da una sferzante gestualità, impone nella declinazione dei rossi la tragicità del momento, fulcro di questo urlo lacerante è l’emblematica “effigie della croce”, che si erge solitaria, e per questo più spettrale si fa il suo canto, nella potentissima veduta di disperata desolazione. Brandelli di campiture cerulee sostengono proiezioni di speranza su cui adagiare un prossimo futuro. La narrazione evangelica oltrepassa i confini del Cristianesimo per farsi storia di spiritualità collettiva e in quelle velature e in quel maestoso vibrare di luce abbagliante, che fa da quinta al Golgota, sembrano librarsi sentimenti nuovi che parlano di solidarietà, pietà, speranza, parole quanto mai attuali per affrontare gli spettri del contemporaneo; così dalla toccante solitudine che abita il paesaggio sembrano diffondersi echi di parole nuove, che aprono orizzonti su cui l’utopia di affermazione della dignità umana diventa palpabile…

 

Carlo Franco
Direttore del Museo Diocesano

Nell’ora più buia per l’umanità, quando viene ucciso il Figlio di Dio, è racchiusa la tenebra di ogni tempo e di ogni storia, come in un compendio oscuro di tutto il Male che da sempre cerca di spegnere la luce del Bene.
Di fronte alle tonalità tenebrose del dipinto di Preverino abbiamo una eloquente percezione del Male che oscura e annebbia tutto, fino a far pensare che Dio sembri abbandonare l’umanità, ormai irrimediabilmente perduta. L’oscurità avvolge tutto e tutti. Anche Dio appare come il grande sconfitto.
Don Michele Do, un prete albese di grande sensibilità, di cui nei giorni della mostra ricorrerà il centenario della nascita, esprimeva questo momento del Venerdì Santo con l’immagine agghiacciante di una “risata cosmica” di Satana convinto di aver vinto per sempre la sua battaglia. Ma c’è un calice che raccoglie il Sangue versato di Gesù; come preludio di una rivincita; come dire che nessun dolore va perduto in quel nulla che vorrebbe inghiottire ogni cosa.

Ermanno Barovero - Golgota, 2006 - olio su tavola, 300 x 400 cm

Ermanno Barovero –
Golgota, 2006 –
olio su tavola, 300 x 400 cm

Nel dipinto di Barovero, infatti, il cielo a poco a poco si ri-veste di luce e la tenebra inizia a essere vinta; il Dono vince il Male; è il preludio alla Risurrezione. Quando tutto sembrava perduto, la Luce viene incontro.
È la Pasqua di Risurrezione, che oltre a vincere la passione e morte del Crocifisso, le trasforma in dono fecondo per la salvezza di tutta l’umanità. Per questo nella festa dell’Esaltazione della Croce, quando il Male sembra aver vinto, la Chiesa afferma che «Chi dall’albero traeva vittoria, dall’albero venisse sconfitto»; e nell’albeggiare della Pasqua esulta cantando «Felice colpa, che meritò di avere un così grande Redentore!» (preconio pasquale). Le due opere sono quindi complementari e, pur essendo realizzate con diversa prospettiva, si rimandano continuamente l’una all’altra in un dialogo continuo tra l’oscurità del Male e la luminosità del Bene.
Proprio come nella vita, dove ogni dolore è la privazione di una gioia avuta o attesa, e ogni gioia è figlia di un dolore patito, nel loro continuo altalenarsi dove però il dolore non ha mai l’ultima parola. Per questo arricchimento umano e spirituale desidero esprimere grande riconoscenza e gratitudine ai carissimi Francesco Preverino ed Ermanno Barovero. Con il dono di queste loro opere incoraggiano il nostro Museo Diocesano a continuare il progetto di aprirsi sempre di più al fascino intrigante dell’arte contemporanea. In modo che tra tanta testimonianza dell’arte del passato, possa trovare sempre più spazio anche l’espressione della fede con un linguaggio più vicino al nostro tempo, che non di rado è più capace di farci dire anche oggi, davanti ai dipinti del Golgota, quello che disse il centurione romano: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

 

Ilario Simonetta

Ilario Simonetta - Golgota, 2017 - marmo scolpito - 28(h) x 34 x 35 cm

Ilario Simonetta – Golgota, 2017 – marmo scolpito – 28(h) x 34 x 35 cm

Scultore autodidatta piemontese. E’ stato militare di carriera. Dal 1967 realizza opere sia in legno che in pietra e marmo. Ama i soggetti di
carattere mitologico, medievale, e del mondo della magia oltre a quelli religiosi. Ha partecipato a numerose mostre e concorsi d’arte.

Cristo morente sulla croce attorniato dai due ladroni, uniti in un unico sacrificio terreno. I volti dei due ladroni hanno la bocca spalancata per il dolore mentre Cristo appare silenzioso e mesto.

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Orari
mer 14.00 – 18.00
ven / sab / dom 10.00 – 18.00

Info
+39 011 5787018
+39 011 4400155
museodiocesano@diocesi.torino.it

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contibutoDirettore Museo Diocesano di Torino
Don Carlo Franco

Curatori
Francesca Capellaro
Edoardo Di Mauro
Clizia Orlando

Crediti Fotografici
Archivio Museo Diocesano di Torino
Archivio Barovero
Archivio Preverino
Angela Guiffrey
Maurizio Bosio

Traduzioni
Laura Bollati
Luigi Preverino
Marianna Nigra

Progetto Grafico
Matteo Cordero

Allestimento
Luciano Zanapa

Collaborazioni
Vanna Bruno
Adriano Curcuglioniti
Gianni Nolino
Franco Restuccia
Massimo Venegoni